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Microsoft 365 è aumentato: come rimettere in ordine le licenze

17 agosto 2026 · 6 min di lettura

Dal 1° luglio 2026 Microsoft ha applicato una revisione dei prezzi a livello globale su buona parte delle sottoscrizioni Microsoft 365 e Office 365, dai piani Business a quelli Enterprise. Non è un ritocco simbolico: per alcuni piani si parla di aumenti a doppia cifra percentuale. Chi ha il rinnovo in autunno se ne accorgerà alla prossima fattura.

Cosa è cambiato

Gli aumenti non sono uniformi. Sui piani più diffusi tra le piccole aziende il listino di riferimento porta Business Basic a circa 7 dollari per utente al mese, con una crescita nell'ordine del 16%, e Business Standard intorno ai 14 dollari, con un aumento vicino al 12%. Sugli altri piani gli scostamenti sono più contenuti. Tradotto in bolletta: per una realtà con qualche decina di postazioni si parla di alcune centinaia di euro in più all'anno, che non ammazzano nessuno ma che meritano un controllo.

La seconda novità è più interessante della prima. Microsoft 365 Business Standard e Business Premium esistono ora anche nelle versioni "with Copilot" come piani permanenti: l'assistente AI non è più soltanto un componente aggiuntivo da acquistare a parte, ma entra nella licenza. Chi stava valutando Copilot come spesa separata deve rifare i conti, perché il confronto è cambiato.

Il conto che quasi nessuno fa

Prima di discutere di sconti conviene rispondere a una domanda più banale: quante licenze stai pagando e quante ne stai usando? Nella maggior parte delle aziende che vediamo la risposta non coincide. Ci sono postazioni intestate a persone che non lavorano più lì, caselle di servizio con licenza completa quando ne basterebbe una molto più leggera, utenti su piani ricchi che usano soltanto posta e Teams, e almeno un abbonamento sottoscritto anni fa da qualcuno che non se lo ricorda.

Un inventario onesto delle licenze attive, incrociato con l'uso reale, recupera quasi sempre più soldi di quanti ne faccia perdere l'aumento di listino. È un lavoro di mezza giornata che si ripaga da solo.

Le leve che restano

Al netto dell'inventario, ci sono margini di manovra. Un impegno pluriennale sul canale CSP può bloccare il listino per 36 mesi e attenuare in modo sensibile l'impatto dell'aumento, a patto che il numero di utenti sia stabile: se prevedi di crescere o ridurti parecchio, l'impegno lungo diventa un rischio invece che un risparmio. Sul fronte Copilot circolano promozioni di canale che rendono la valutazione meno onerosa di quanto sembri a listino. E poi c'è la scelta più semplice, cioè assegnare a ciascuno il piano che gli serve davvero invece di uniformare tutti verso l'alto per comodità amministrativa.

Attenzione a non tagliare la sicurezza

Nella fretta di contenere la spesa capita di declassare i piani che includono le funzioni di protezione, che sono spesso quelle che rendono l'azienda assicurabile e conforme a quanto i clienti più grandi chiedono ai fornitori. Risparmiare qualche euro al mese per utente e perdere le funzioni di gestione dei dispositivi o di difesa dalle minacce è un pessimo affare. Se bisogna tagliare, meglio tagliare le postazioni inutili che le funzioni che ti tengono in piedi.

Come ci muoviamo noi

Facciamo l'inventario delle licenze e dell'uso reale, ti diciamo quanto stai spendendo e su cosa, e proponiamo la ricomposizione che ha senso per come lavorate. Ti aiutiamo anche a capire se Copilot nella tua azienda risolve un problema vero o è una voce di costo in cerca di un utilizzo, perché la risposta cambia parecchio da un'azienda all'altra.

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