"Quanto costa un server aziendale?" è una domanda che nasconde due strade molto diverse: comprarne uno fisico da tenere in ufficio, oppure affittare capacità nel cloud e pagarla ogni mese. Le due opzioni hanno numeri e logiche differenti, e confonderle è il primo motivo per cui tanti preventivi sembrano incomparabili. Mettiamo ordine.
Il server fisico in ufficio
Comprare un server significa un investimento iniziale che, per una PMI, parte indicativamente da 1.500 a 3.000€ per una macchina d'ingresso e sale facilmente a 4.000-8.000€ quando servono più potenza, dischi ridondati e affidabilità. Ma l'hardware è solo una parte: alle licenze del sistema operativo (un Windows Server con le relative licenze d'accesso vale diverse centinaia di euro) si aggiungono un gruppo di continuità per non perdere dati durante un black out, la configurazione iniziale e la messa in sicurezza. Messo tutto insieme, un server fisico ben fatto per un piccolo ufficio si colloca spesso tra i 3.000 e i 10.000€ una tantum, con una vita utile intorno ai cinque anni.
Il server nel cloud
Nel cloud non compri nulla: paghi un canone mensile per le risorse che usi. Per una piccola azienda si va indicativamente da 50-100€ al mese per esigenze contenute fino a diverse centinaia di euro quando servono più potenza, spazio o continuità garantita. Il vantaggio è che non c'è investimento iniziale, la manutenzione dell'hardware è di chi fornisce il servizio e puoi crescere o ridurre quando vuoi. Lo svantaggio è che il costo è ricorrente e per sempre, e dipende da una connessione internet affidabile.
I costi nascosti da mettere in conto
Il prezzo del server, fisico o cloud che sia, non è il costo totale. Un server fisico consuma energia giorno e notte, va tenuto fresco e prima o poi un componente si guasta e va sostituito. In entrambi i casi servono un backup serio (la regola del 3-2-1 esiste proprio per questo) e un minimo di gestione della sicurezza e degli aggiornamenti. Sono voci che, ignorate in fase di preventivo, si ripresentano puntuali qualche mese dopo.
Fisico o cloud: come orientarsi
Non esiste una risposta valida per tutti. Il server fisico ha senso quando lavori con grandi quantità di dati in locale, quando la connessione internet non è affidabile o quando hai vincoli specifici che impongono di tenere i dati "in casa". Il cloud conviene quando vuoi evitare l'investimento iniziale, quando le persone lavorano da sedi o case diverse e quando preferisci un costo prevedibile senza pensieri di manutenzione. Spesso, per una PMI, la soluzione migliore è ibrida: una parte in cloud e una in ufficio.
Come ci muoviamo noi
Prima dei preventivi guardiamo come lavori davvero: quanti siete, dove siete, che dati trattate e quanto vi pesa un fermo. Da lì scegliamo la soluzione con il costo totale più basso nel tempo, non solo il prezzo più basso oggi, e ti diciamo in chiaro anche le voci ricorrenti. Un server è l'infrastruttura su cui poggia il lavoro di tutti: va dimensionato bene, non sovrastimato per gonfiare il conto né sottostimato per vincere sul prezzo.
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