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Cookie di terze parti: cosa è successo davvero (e cosa cambia per te)

10 luglio 2026 · 6 min di lettura

Per anni si è parlato della "fine dei cookie" come di un'apocalisse del marketing digitale. Poi le cose sono andate diversamente. Se hai sentito messaggi contraddittori, è normale: la situazione è cambiata più volte. Facciamo chiarezza su cosa è successo davvero e, soprattutto, cosa deve fare oggi una piccola azienda che fa pubblicità online.

La marcia indietro di Google

La svolta è arrivata nell'aprile 2025: Google ha confermato che non eliminerà i cookie di terze parti da Chrome, ribaltando anni di annunci. Niente cancellazione, e nemmeno il previsto nuovo pannello per scegliere se bloccarli: i cookie restano attivi per impostazione predefinita nel browser.

Il Privacy Sandbox è stato smantellato

Insieme alla decisione sui cookie, Google ha di fatto chiuso il Privacy Sandbox, il progetto che avrebbe dovuto sostituire i cookie con nuove tecnologie. Dall'autunno 2025 la maggior parte di quei componenti (come Topics e Protected Audience) è stata ritirata e viene rimossa da Chrome nel corso del 2026. In parallelo, l'autorità britannica per la concorrenza ha chiuso l'indagine, non essendoci più una rimozione dei cookie da vigilare.

Quindi va tutto come prima? No

Sarebbe l'errore da evitare. I cookie di terze parti restano su Chrome, ma:

  • Safari e Firefox li bloccano già da anni: una fetta importante dei tuoi utenti non è tracciabile come un tempo, a prescindere da Google.
  • Il consenso resta obbligatorio: il banner cookie e la corretta gestione del consenso non c'entrano con la decisione di Google. Restano un obbligo di legge (ed è quello che alimenta il Consent Mode v2 su cui si regge la misurazione delle tue campagne).
  • La direzione è comunque "meno tracciamento": privacy e attenzione degli utenti spingono verso un marketing meno dipendente dai cookie altrui.

Cosa dovrebbe fare una PMI, adesso

  • Non farti prendere dal panico "cookieless": non devi rivoluzionare tutto di corsa.
  • Metti a posto consenso e tracciamento: un banner a norma con una CMP certificata e il Consent Mode v2 configurato bene valgono più di qualsiasi tecnologia futura.
  • Costruisci dati di prima parte (first-party): contatti, iscritti, clienti che ti lasciano i loro dati con consenso. Sono tuoi, affidabili e non dipendono dalle scelte dei browser.
  • Misura ciò che conta: conversioni reali (chiamate, richieste, vendite), non metriche fragili.

Come ci muoviamo noi

Installiamo un banner a norma con CMP certificata, configuriamo il Consent Mode v2 e il tracciamento delle conversioni, e impostiamo la raccolta di dati di prima parte utile alle tue campagne. Così, qualunque cosa decidano Google e i browser, la tua pubblicità resta misurabile e a norma, e ogni euro speso continua a essere valutato su numeri veri.

Il servizio

Campagne Google Ads e Meta Ads per PMI

Ogni euro speso deve tornare indietro moltiplicato. Campagne misurate sul ritorno reale, non sui "mi piace".

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