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European Accessibility Act: il tuo sito e-commerce è a norma?

2 agosto 2026 · 8 min di lettura

Fino a poco tempo fa "rendere accessibile un sito" era una buona pratica. Dal 28 giugno 2025 è un obbligo di legge anche per molte aziende private, per effetto dell'European Accessibility Act (EAA). In Italia la norma è stata recepita con il D.Lgs. 82/2022, che integra ed estende la storica "Legge Stanca" (Legge 4/2004). Se vendi online o offri servizi digitali ai consumatori, ti conviene capire se e come ti riguarda.

Cos'è l'European Accessibility Act

L'EAA è la direttiva europea che stabilisce requisiti comuni di accessibilità per una serie di prodotti e servizi digitali rivolti ai consumatori. L'obiettivo è che chiunque, comprese le persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive, possa usare quei prodotti e servizi in modo autonomo. Non è più una cortesia: è un requisito per stare sul mercato.

Chi è obbligato (e chi no)

La norma riguarda i prodotti e i servizi digitali offerti ai consumatori, tra cui:

  • e-commerce e vendita online di beni e servizi;
  • servizi bancari e finanziari per i consumatori;
  • e-book e relativi lettori;
  • servizi di trasporto passeggeri (biglietteria, informazioni);
  • comunicazioni elettroniche e terminali self-service (bancomat, biglietterie automatiche, chioschi).

È prevista un'esenzione per le microimprese che erogano servizi, quelle con meno di 10 dipendenti e fino a 2 milioni di euro di fatturato o di bilancio annuo. Attenzione però: l'esenzione non è automatica per tutto. In generale, chi vuole invocare un'eccezione per "onere sproporzionato" deve poterlo dimostrare e documentare. Se hai un e-commerce con cui vendi ai consumatori e superi le soglie da microimpresa, con ogni probabilità l'obbligo ti riguarda.

Lo standard tecnico: WCAG 2.1 AA

In pratica, "accessibile" significa conforme alle Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) 2.1, livello AA, il riferimento richiamato anche dallo standard europeo EN 301 549. Tradotto in cose concrete, sul tuo sito o e-commerce vuol dire:

  • testi alternativi per le immagini e contrasti di colore adeguati;
  • navigazione completa da tastiera, non solo con il mouse;
  • form, carrello e checkout usabili anche con screen reader e tecnologie assistive;
  • struttura chiara dei contenuti (titoli, etichette, messaggi di errore comprensibili);
  • niente elementi che dipendono solo dal colore o da un'interazione impossibile per chi ha una disabilità.

Cosa rischi se ignori la scadenza

Oltre al rischio di escludere clienti reali (e di perdere vendite), in Italia il D.Lgs. 82/2022 prevede sanzioni indicativamente comprese tra 5.000 e 40.000 euro per le violazioni degli obblighi di accessibilità. A questo si aggiunge il rischio reputazionale e quello di segnalazioni da parte degli utenti.

Cosa fare, in pratica

  • Fai un audit del sito o dell'e-commerce per capire dove non è accessibile oggi.
  • Correggi le barriere prioritarie, partendo dai percorsi che contano di più: ricerca prodotto, scheda, carrello, checkout, contatti.
  • Rendi l'accessibilità parte del processo, non un intervento una tantum: ogni nuova pagina o funzione nasce già conforme.

Come ci muoviamo noi

Progettiamo e sviluppiamo siti ed e-commerce accessibili "per costruzione": struttura corretta, navigazione da tastiera, contrasti e componenti conformi alle WCAG 2.1 AA fin dalla prima riga di codice. Sui siti già online facciamo un check, sistemiamo le barriere più importanti e ti lasciamo una base solida su cui crescere. Così sei a norma e, allo stesso tempo, offri un'esperienza migliore a tutti i tuoi clienti.

Nota: questa guida ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza legale. Il perimetro esatto degli obblighi va verificato caso per caso.

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